Approfondimenti

PAC post-2027: difendere il reddito degli agricoltori siciliani

Il dibattito sulla nuova Politica Agricola Comune entra nel vivo. Le posizioni in commissione AGRI e cosa è in gioco per la Sicilia.

Il negoziato sulla Politica Agricola Comune post-2027 è entrato nella fase più delicata. In commissione AGRI abbiamo discusso il documento di orientamento della Commissione europea, che prevede una riduzione complessiva dei trasferimenti diretti agli agricoltori degli Stati membri del Sud Europa.

La posta in gioco per la Sicilia

La Sicilia è la regione italiana con la maggiore superficie agricola utilizzata in regime di aiuti diretti PAC. Oltre 180.000 aziende agricole dipendono in misura significativa dai pagamenti disaccoppiati. Un taglio del 15-20%, come ipotizzato in alcuni scenari di bilancio, si tradurrebbe in perdite di reddito nette nell’ordine di 400-500 milioni di euro l’anno per il solo territorio regionale.

Ho depositato un emendamento in commissione per introdurre una clausola di salvaguardia per le regioni in ritardo di sviluppo, prevedendo che nessun taglio ai pagamenti diretti possa superare il 5% nelle aree con PIL pro capite inferiore al 75% della media UE.

Il ruolo delle organizzazioni di produttori

Un secondo fronte riguarda il rafforzamento delle organizzazioni di produttori ortofrutticoli. La proposta attuale non stanzia risorse sufficienti per sostenere l’aggregazione dell’offerta nel Mezzogiorno, dove la frammentazione delle aziende rimane il principale ostacolo alla competitività sui mercati europei.

Ho incontrato i rappresentanti di Confagricoltura Sicilia e di Coldiretti Sicilia per condividere queste posizioni in vista del trilogo, previsto per l’autunno 2026.